Eleonora Buratto

Eleonora
Buratto

LA BOHEME, Teatro San Carlo

La Repubblica (Napoli)

"....è stato chiaro sin dalla prima nota che Eleonora Buratto, Mimì, era la protagonista assoluta. Quando attacca una frase è come se si entrasse in un altro territorio, quello della pura musicalità, in cui la tecnica perfetta e il timbro luminoso si sposano alle emozioni del cuore dando vita a un personaggio indimenticabile. Il soprano mantovano appartiene alla non popolosa categoria dei motivi sufficienti per uscire di casa e andare a teatro."

Sandro Compagnone

 

Connessi all'Opera

"...Una voce saldamente intonata, dal colore leggermente brunito, di tinta calda come l’ambra e dal corpo pieno, morbido, intenso. Giusta negli accenti e ben sostenuta in ciascun passaggio quanto rara nel restituire al contempo smalto lirico a ogni nota, con prese di fiato, timbrature e dinamiche esatte entro il disegno delle frasi filate ad arco, una luce nelle puntature all’acuto senz’altro di eredità leggera, un legato spettacolare e un sempre assai sapiente rapporto fra il testo, la musica e la scena. Vale a dire, una grande Mimì, quella messa a segno alla prima sancarliana da Eleonora Buratto, che si inserisce nel solco tracciato dalle auree interpretazioni della Tebaldi, della Scotto e della Freni."

Paola De Simone

 

La quinta giusta

"Eleonora Buratto, voce sovrana nella Bohème di Puccini diretta da Stefano Ranzani al Teatro San Carlo, incanta con la sua prima Mimì per l'Italia: un entusiasmante successo nel ruolo da lirico puro che la incorona nuova e degna erede, per il XXI secolo, della grande Mirella Freni."

Paola De Simone

 

OperaClick

"Vero asso nella manica di questa produzione è stata Eleonora Buratto, una Mimì esemplare che fin dal suo ingresso ha riempito la sala con la sua voce ampia, avvolgente, omogenea, vero soprano lirico ma dall'ammirevole volume. La prestazione del soprano mantovano è stata senza fronzoli e tutta "dentro" la musica: senza artifici di fraseggio e senza calcare la mano sul sentimentalismo degli accenti ha trovato il modo di rivestire ogni nota del colore giusto per costruire un ritratto minuzioso del personaggio, vivo e palpitante. Vagamente vezzosa e splendente in Mi chiamano Mimì, dalle screziature cupe nel terzetto con Rodolfo e Marcello e improvvisamente maturata in Donde lieta uscì, quando per la prima volta la gioventù non basta più a mascherare che la vita non è eterna." !

Bruno Tredicine

 

Bachtrack

"The singers’ performances were certainly efficient, but it was mainly Buratto’s touching Mimì who came across as a profoundly felt character. With her silvery, refined tone she performed an impeccable Mimì, with warm expression and emotional involvement."

Lorenzo Fiorito

 

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