Eleonora Buratto

Eleonora
Buratto

REQUIEM, Teatro San Carlo di Napoli

L’ape musicale

"Eleonora Buratto, infine, debuttante nella parte, immediatamente mostra la bellezza del suo timbro, la ricchezza di armonici, il perfetto appoggio sul fiato e la rotondità e la precisione degli acuti. La voce è omogenea nell’intera gamma, anche nell’impegnativo registro basso, troppo spesso croce senza alcuna delizia di molti soprani lirici che affrontano il Requiem. La bellezza timbrica, insieme all’intelligenza musicale, la capacità a risolvere i passaggi tra i vari registri, il salto d’ottava finale al si bemolle, la collocano a buon diritto accanto a quei soprani, penso a Mirella Freni e a Barbara Frittoli, che in questa parte hanno saputo coniugare qualità del suono, quadratura musicale e intensità interpretativa. Il temibile Libera me Domine è risolto egregiamente da Eleonora Buratto, sin dalle note ribattute iniziali, grazie alla padronanza tecnica, a una vocalità che sembra irrobustirsi sempre di più e a un colore vocale che è chiaroscuro nell’incipit, vespertino e trasfigurato nel piano di Requiem aeternam dona eis (…) et lux perpetua a cappella con il coro, lancinante e disperato nel Libera me tra i flutti arroventati di orchestra e coro. La declamazione finale è dal colore cinèreo: e in essa è racchiuso l’enigma dell’intera Messa."

Luigi Raso

 

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