Eleonora Buratto

Eleonora
Buratto

LE NOZZE DI FIGARO, Teatro dell' Opera, Roma 2015

Corriere della Sera

"Quest'allestimento è uno dei miracoli della storia del teatro novecentesco e il trascorrer del tempo mette solo in rilievo la siderale distanza che lo separa da quasi tutte le produzioni operistiche, specie quelle ultime che i giornali si affannano a lodare. Non c'è particolare che non sia perfetto; la psicologia, la commedia, l'intrigo, la riflessione sulla natura umana, infine la metafisica: c'è tutto. Dico la metafisica e naturalmente si parla della ‪‎Contessa‬, questo personaggio modellato da ‪‎Mozart‬ con una delicatezza unica il quale, sempre esprimendosi nelle forme del Bello Ideale, attraverso la conoscenza del dolore giunge al perdono: che da lei pronunciato assume un valore religioso. Qui va cercato il segreto della religione di Mozart, non nei simboli massonici del ‪Flauto Magico‬ come fanno i cretini. E la Contessa di questo allestimento è superiore a quelle che hanno cantato le varie volte alla ‪Scala‬: Eleonora Buratto, la giovane mantovana capace di passare dal ‪Don Pasquale‬ alla ‪‎Turandot‬ quale ‪Liù‬ per giungere a tale ruolo protagonistico, possiede una bellezza di timbro, un'eleganza di fraseggio, una profondità musicale, una intelligenza nella pronuncia dei Recitativi, che ne fanno una Contessa degna delle grandi interpreti storiche del ruolo".

Paolo Isotta

 

Opera Click

Eleonora Buratto è una Contessa di Almaviva dalla voce corposa e ben governata, fornita di tecnica sopraffina e bel timbro. Fioriture, messe di voce, acuti, smorzature, gestione della dinamica: c'è tutto. Ottima nella cavatina «Porgi amor qualche ristoro», ancor migliore nel recitativo+aria «E Susanna non vien! […] Dove sono i bei momenti», al cui termine viene subissata di applausi, e nella sublime dolcezza dell'ultima scena, dove all'accompagnamento di “livello globale” fa il paio un altrettanto globale «Più docile io sono e dico di sì». Facile immaginare come, con due simili interpreti, la “canzonetta sull'aria” sia uno dei momenti migliori della serata: ottimo amalgama vocale e fraseggio accattivante nei continui passaggi del testimone.

Michelangelo Pecoraro

 

Tribuna Italia

“era autorevole e nobile Eleonora Buratto come Contessa d’Almaviva, per di più dotata di timbro meraviglioso. A lei infatti il pubblico ha tributato gli applausi più calorosi”.

Marco Rossi

 

L'Ape Musicale

"La ‪Contessa‬ d’Almaviva è la bravissima Eleonora Buratto, che ho già avuto il piacere di lodare altrove. Il suo caldo timbro, spumoso, avvolgente, ci conquide: la tecnica, poi, è eccellente. Riesce in fantastiche messe di voce, in smorzando controllati e urbani, mercé il suo perfetto controllo. Il problema di una parte dai toni essenzialmente elegiaci («Porgi, amor, qualche ristoro», II) e tragici (la virtuosistica «Dove sono i bei momenti», III) è risolto con un misto di candore, risolutezza e sottile ironia – quella della schietta infatuazione per Cherubino".

Stefano Ceccarelli

 

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